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Ieri ho visto Blù notte, poche ore prima ho assistito, grazie ad internet, al convegno a Napoli sulla "Questione morale", oggi ho scrito sul blog di Salvatore Borsellino questa lettera aperta, a cui chiedo supporto, Grazie!
Caro Salvatorei,
Cari “Resistenti”, Ripensando all’incontro di ieri a Napoli, al quale ho assistito tramite internet, sento più insistente, “Quel fresco profumo di libertà” che può cambiare il nostro presente, e soprattutto il domani dei nostri figli e anche il domani dei figli dei mafiosi, dei politici, dei funzionari e dei dipendenti pubblici con essi conniventi.
Penso a quel Peppino Impastato che si è trovato a combattere la “Mafia” avendola in casa, penso a suo padre, ucciso da quella mafia prima di arrivare al figlio.
Penso a Felicia, la madre, ed al suo sorriso, al suo sguardo aperto, penso a Giovanni, il fratello, testimone dell’accaduto e agli amici di Peppino, che parlano di Lui come ad un esempio.
Penso alla mia condizione, qui a Napoli a combattere, senza aiuto, anzi vessato dalle Istituzioni locali, una mafia che ha nomi e cognomi e che ha le mani in pasta in reati da cui non si può dissociare, trattandosi di immobili abusivi sui quali, dopo averli fatti realizzare con licenze edilizie fasulle, in parte li ha venduti truffando gli acquirenti (Ancora fintamente ignari, come gli struzzi quando tengono la testa sotto la sabbia) e in parte truffando anche me, posto sotto estorsione quando ho denunciato la vicenda.
Penso all’invito di Salvatore Borsellino a denunciare, perché solo denunciando gli abusi e le estorsioni si può fare emergere il male e farlo diventare notizia e poi condanna. Penso alle difficoltà incontrate da oltre 10 anni dalle mie denunce, senza avere la benché minima assistenza dai Carabinieri, dalla Polizia, dalla Guardia di Finanza e dai giudici (Punto dolente dove si scaricano le responsabilità delle altre forze dell’ordine che pur sapendo stanno fermi in attesa di quell’ordine che non arriva.
Ascolto le parole dei “Resistenti” , chiudendo gli occhi sento il profumo nell’aria e ammiro la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità, ma subito la flagranza si dissipa quando leggo sui giornali di mafiosi eletti ad eroi, di inchieste avocate ai giudici Sirleo e Noviello per non intralciare le “Azioni di Governo” riguardo ai rifiuti e alle bonifiche ambientali, o peggio quando dai massimi dirigenti della Procura locale, ammuffiti nella loro assuefazione che propongono come cultura ed esempio chiamano “Asini” quei giudici che insistono nel far sentire le proprie rimostranze per quelle avocazioni di inchieste.
Stamani non posso accedere a un mio commento pubblicato ieri sul sito 19luglio1992 , credo perché in esso avevo indicato il nome di un giudice come appartenente a una cosca mafiosa interna alla magistratura.
Spero di non aver creato imbarazzo ai responsabili del sito web e nel caso me ne scuso, ma con questa mia ribadisco e rinforzo l’accusa evidenziando che il nome del medesimo giudice è stato da me accomunato ai nomi di altri giudici ancora in servizio presso il Tribunale di Napoli, in settori delicati, per avere con fatti apparentemente distinti concorso a che i miei truffatori/estorsori sfuggissero alla legge, in ciò protetti anche dallo strano comportamento di un PM di Roma, oggi procuratore aggiunto, che sta frenando le indagini tenendo rubricata la mia denuncia come “Contro Ignoti” mentre invece ha nomi e cognomi e ritardando accertamenti documentalmente già comprovati, facendo sì anch’egli, che giustizia non abbia a farsi.
Identica benevolenza questi signori la stanno incontrando presso la Procura di Nola, dove indagini molto semplici, per reati già accertati sul territorio (Ora e solo per la mia insistenza dopo molti anni 2 (Due) dei tanti colpevoli sono sotto processo per falsità degli atti del condono edilizio fittizio con il quale si sono venduti 135 appartamenti) non si fanno, anzi addirittura non si trova al registro al mia denuncia del 23 Giugno scorso contro alcuni responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Casalnuovo di Napoli, che restano impuniti mentre ancora favoriscono il mancato sequestro degli immobili in questione e si favorisce il lucro illecito incessante a favore dei fautori degli illeciti.
Ora, se questa lettera arrivasse al nuovo comandante dei Carabinieri della Provincia di Napoli Colonnello Mario Cinque, accompagnata da un sostegno pubblico a che giustizia si faccia, cosa che rientra nei Suoi doveri istituzionali, già disattesi dal Suo diretto predecessore, ne vedremmo delle belle.
Se non ci saranno interventi ne prese di posizione dovrò concludere che quel profumo che pensavo di sentire non era altro che l’ammuffire dei fiori del 2 Novembre portati ai nostri defunti, con un pensiero a Peppino Impastato, a Paolo Borsellino, a Giovanni Falcone, a Beppe Alfano, a Mauro de Mauro (Cugino di mia madre) ed ai tanti che, solo per brevità, non posso citare.
Con affetto, Luigi Iovino
Caro Salvatorei,
Cari “Resistenti”, Ripensando all’incontro di ieri a Napoli, al quale ho assistito tramite internet, sento più insistente, “Quel fresco profumo di libertà” che può cambiare il nostro presente, e soprattutto il domani dei nostri figli e anche il domani dei figli dei mafiosi, dei politici, dei funzionari e dei dipendenti pubblici con essi conniventi.
Penso a quel Peppino Impastato che si è trovato a combattere la “Mafia” avendola in casa, penso a suo padre, ucciso da quella mafia prima di arrivare al figlio.
Penso a Felicia, la madre, ed al suo sorriso, al suo sguardo aperto, penso a Giovanni, il fratello, testimone dell’accaduto e agli amici di Peppino, che parlano di Lui come ad un esempio.
Penso alla mia condizione, qui a Napoli a combattere, senza aiuto, anzi vessato dalle Istituzioni locali, una mafia che ha nomi e cognomi e che ha le mani in pasta in reati da cui non si può dissociare, trattandosi di immobili abusivi sui quali, dopo averli fatti realizzare con licenze edilizie fasulle, in parte li ha venduti truffando gli acquirenti (Ancora fintamente ignari, come gli struzzi quando tengono la testa sotto la sabbia) e in parte truffando anche me, posto sotto estorsione quando ho denunciato la vicenda.
Penso all’invito di Salvatore Borsellino a denunciare, perché solo denunciando gli abusi e le estorsioni si può fare emergere il male e farlo diventare notizia e poi condanna. Penso alle difficoltà incontrate da oltre 10 anni dalle mie denunce, senza avere la benché minima assistenza dai Carabinieri, dalla Polizia, dalla Guardia di Finanza e dai giudici (Punto dolente dove si scaricano le responsabilità delle altre forze dell’ordine che pur sapendo stanno fermi in attesa di quell’ordine che non arriva.
Ascolto le parole dei “Resistenti” , chiudendo gli occhi sento il profumo nell’aria e ammiro la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità, ma subito la flagranza si dissipa quando leggo sui giornali di mafiosi eletti ad eroi, di inchieste avocate ai giudici Sirleo e Noviello per non intralciare le “Azioni di Governo” riguardo ai rifiuti e alle bonifiche ambientali, o peggio quando dai massimi dirigenti della Procura locale, ammuffiti nella loro assuefazione che propongono come cultura ed esempio chiamano “Asini” quei giudici che insistono nel far sentire le proprie rimostranze per quelle avocazioni di inchieste.
Stamani non posso accedere a un mio commento pubblicato ieri sul sito 19luglio1992 , credo perché in esso avevo indicato il nome di un giudice come appartenente a una cosca mafiosa interna alla magistratura.
Spero di non aver creato imbarazzo ai responsabili del sito web e nel caso me ne scuso, ma con questa mia ribadisco e rinforzo l’accusa evidenziando che il nome del medesimo giudice è stato da me accomunato ai nomi di altri giudici ancora in servizio presso il Tribunale di Napoli, in settori delicati, per avere con fatti apparentemente distinti concorso a che i miei truffatori/estorsori sfuggissero alla legge, in ciò protetti anche dallo strano comportamento di un PM di Roma, oggi procuratore aggiunto, che sta frenando le indagini tenendo rubricata la mia denuncia come “Contro Ignoti” mentre invece ha nomi e cognomi e ritardando accertamenti documentalmente già comprovati, facendo sì anch’egli, che giustizia non abbia a farsi.
Identica benevolenza questi signori la stanno incontrando presso la Procura di Nola, dove indagini molto semplici, per reati già accertati sul territorio (Ora e solo per la mia insistenza dopo molti anni 2 (Due) dei tanti colpevoli sono sotto processo per falsità degli atti del condono edilizio fittizio con il quale si sono venduti 135 appartamenti) non si fanno, anzi addirittura non si trova al registro al mia denuncia del 23 Giugno scorso contro alcuni responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Casalnuovo di Napoli, che restano impuniti mentre ancora favoriscono il mancato sequestro degli immobili in questione e si favorisce il lucro illecito incessante a favore dei fautori degli illeciti.
Ora, se questa lettera arrivasse al nuovo comandante dei Carabinieri della Provincia di Napoli Colonnello Mario Cinque, accompagnata da un sostegno pubblico a che giustizia si faccia, cosa che rientra nei Suoi doveri istituzionali, già disattesi dal Suo diretto predecessore, ne vedremmo delle belle.
Se non ci saranno interventi ne prese di posizione dovrò concludere che quel profumo che pensavo di sentire non era altro che l’ammuffire dei fiori del 2 Novembre portati ai nostri defunti, con un pensiero a Peppino Impastato, a Paolo Borsellino, a Giovanni Falcone, a Beppe Alfano, a Mauro de Mauro (Cugino di mia madre) ed ai tanti che, solo per brevità, non posso citare.
Con affetto, Luigi Iovino
